Monadologia

Con un ampio saggio di approfondimento sulla filosofia di Leibniz

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Scritta in francese per il principe Eugenio di Savoia, la Monadologia offre una panoramica del sistema di pensiero di Leibniz e ne espone le tesi fondamentali: la materia, lo spazio e il tempo che percepiamo non esistono in se stessi; esistono solo realtà logiche e punti metafisici, le monadi; il fenomeno sensibile è solo la rappresentazione confusa di una realtà che in essa si nasconde e che è fatta di monadi e interazioni tra monadi.

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Descrizione

La Monadologia fu redatta nel 1714 e pubblicata postuma, nel 1720. Leibniz vi formula la cosiddetta teoria delle monadi, quali “forme sostanziali dell’essere”. La sostanza, secondo il filosofo tedesco, è semplice, al contrario degli aggregati o composti, che sono solo ammassi di sostanze semplici. Il motivo per cui debbano esistere delle sostanze semplici è dato dal fatto che esistono dei composti; se i composti non fossero costituiti infatti da entità primigenie, originarie, semplici, essi sarebbero finzioni o esseri contraddittori. Dalla semplicità della monade pertanto consegue che essa non ha parti, e che si tratta di un elemento indivisibile, come il vero atomo. La monade non risulta in alcun elemento, non ha cominciato ad esistere per lente gradazioni, ma può solo essere creata, cioè chiamata all’esistenza, all’improvviso, in un unico atto. Allo stesso modo, non può essere distrutta per via naturale, cioè per decomposizione; se deve scomparire, lo farà per annientamento.

Scritta in francese per il principe Eugenio di Savoia, la Monadologia offre una panoramica del sistema di pensiero di Leibniz e ne espone le tesi fondamentali: la materia, lo spazio e il tempo che percepiamo non esistono in se stessi; esistono solo realtà logiche e punti metafisici, le monadi; il fenomeno sensibile è solo la rappresentazione confusa di una realtà che in essa si nasconde e che è fatta di monadi e interazioni tra monadi.

Autore

Gottfried Wilhelm von Leibniz, (Lipsia, 1 luglio 1646 – Hannover, 14 novembre 1716) è stato un filosofo, matematico, scienziato, logico, teologo, linguista, glottoteta, diplomatico, giurista, storico, magistrato tedesco. Tra i massimi esponenti del pensiero occidentale, nonché una delle poche figure di “genio universale”, la sua applicazione intellettuale a pressoché tutte le discipline del sapere ne rende l’opera vastissima e studiata ancora oggi trasversalmente: a lui e ad Isaac Newton vengono generalmente attribuiti l’introduzione e i primi sviluppi del calcolo infinitesimale, in particolare il concetto di integrale, per il quale si usano ancora oggi molte sue notazioni, i termini “dinamica” e “funzione”, che egli usò per individuare le proprietà di una curva, tra cui l’andamento, la pendenza, la corda, la perpendicolare in un punto.

Considerato il precursore dell’informatica, della neuroinformatica e del calcolo automatico, fu inventore di una calcolatrice meccanica, detta “Macchina di Leibniz”; inoltre, alcuni ambiti della sua filosofia aprirono numerosi spiragli sulla dimensione dell’inconscio che solo nel XX secolo, con Sigmund Freud, si tenterà di esplorare.


 

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