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Il fuoco

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Henri Barbusse si arruolò a 41 anni nell’esercito francese e, benché potesse essere riformato per motivi anagrafici, servì per 17 mesi il suo paese nella prima guerra mondiale, dapprima come soldato, poi come barelliere. “Il fuoco” nacque da questa esperienza di trincea. Basato sugli appunti che l’autore annotò nelle tregue dei combattimenti, composto per lo più in ospedale durante le degenze, il romanzo segue in presa diretta la vita quotidiana di una squadra di fanti sulla linea del fronte, dalla fine del 1914 al dicembre del 1915.

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#1 best sellers in Henri Barbusse.
#5 best sellers in Edizioni rare.

Descrizione

Henri Barbusse si arruolò a 41 anni nell’esercito francese e, benché potesse essere riformato per motivi anagrafici, servì per 17 mesi il suo paese nella prima guerra mondiale, dapprima come soldato, poi come barelliere. “Il fuoco” nacque da questa esperienza di trincea. Basato sugli appunti che l’autore annotò nelle tregue dei combattimenti, composto per lo più in ospedale durante le degenze, il romanzo segue in presa diretta la vita quotidiana di una squadra di fanti sulla linea del fronte, dalla fine del 1914 al dicembre del 1915.
Nella terra ridotta a un ossario, cosparsa di urina e di escrementi, disseminata di povere membra dei propri compagni, in condizioni materiali di vita estreme, i soldati, in attesa della morte, sono costretti come trogloditi in caverne di fango. Sotto il comando del caporale Bertrand, conoscono l’orrore dei bombardamenti, gli attacchi con la baionetta, la presenza inquietante della morte, e i loro sogni, le loro frustrazioni, le loro ansie, il cameratismo tessono il tempo senza fine del cruento conflitto — un tempo scandito dai morti, dominato dalla pioggia e dalla melma, contrassegnato dalle granate e dalle incursioni notturne, dagli assalti frenetici messi in atto da un’umanità perduta, votata al martirio.
“Il fuoco” attirò aspre critiche per il suo crudo realismo, ma riscosse un immediato successo di pubblico e l’apprezzamento di alcuni dei più celebri scrittori dell’epoca, tra cui André Gide, Anatole France e Romain Rolland. Primo romanzo a proporre una nuda testimonianza sulla brutalità della guerra, rifiutando qualsiasi retorica nazionalista ed eroica, contribuì a suscitare presso l’opinione pubblica francese accesi sentimenti d’opposizione al conflitto.

Autore

Henri Barbusse (1873-1935), scrittore e membro del Partito Comunista francese, si arruolò nell’esercito a 41 anni e servì il suo paese nella Prima guerra mondiale, per 17 mesi, fino alla fine del 1915, quando venne congedato per una malattia polmonare e dissenteria. Dalla sua esperienza in trincea nacque il suo romanzo più celebre, Le Feu (Il fuoco), che attirò subito aspre critiche per il suo crudo realismo ma vinse il Premio Goncourt, riscuotendo un immediato successo di vendite e l’apprezzamento di alcuni dei più celebri scrittori dell’epoca. Primo romanzo a proporre una testimonianza realistica sulla brutalità della guerra, rifiutando qualsiasi retorica nazionalista ed eroica, l’opera si impose nel panorama letterario per la nuda descrizione della vita e delle sofferenze dei ‘‘poilus’’, come venivano chiamati i soldati francesi. Grazie alla sua efficace testimonianza, il romanzo valse a Barbusse il titolo di ‘‘Zola delle trincee’’ e contribuì a suscitare accesi sentimenti d’opposizione contro il conflitto in tutta la società francese.

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