Descrizione
Ultimo romanzo di Cesare Pavese, scritto tra il settembre e il novembre del 1949, venne pubblicato nell’aprile 1950. Dedicato all’ultima donna della sua vita, Constance Dowling, l’autore vi presenta, come in altri romanzi, non solo elementi spiccatamente autobiografici, ma anche i tipici temi della sua poetica: l’incomunicabilità del singolo verso i suoi simili, il senso di inadeguatezza dell’individuo rispetto alla società conformante, l’insanabile solitudine, lo sradicamento, cui si aggiungono i temi storici più contingenti, quali la guerra civile, la lotta partigiana, la cospirazione antifascista, l’anelito alla Liberazione.
Ambientato a Santo Stefano Belbo, in Piemonte, il protagonista, conosciuto solo con il soprannome di Anguilla, è tornato nella sua città natale negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. Se n’era andato venticinque anni prima, per cercare fortuna negli Stati Uniti. Di ritorno, ritrova molti degli stessi odori e luoghi che hanno costellato la sua giovinezza, ma stenta a riconoscere una comunità nella quale gli abitanti sono stati profondamente mutati dalla guerra e dal trascorrere del tempo.

Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950) è stato poeta, scrittore, traduttore ed editore. È considerato uno dei più grandi e importanti intellettuali italiani del XX secolo. Dopo la laurea, legge i maggiori autori americani e inizia a tradurre le loro opere. Fra il 1935 e il 1936, a causa dei suoi rapporti con i militanti del gruppo “Giustizia e Libertà” viene arrestato, processato e inviato al confino, a Brancaleone Calabro. Tornato a Torino, collabora con la casa editrice Einaudi per la realizzazione della rivista «La Cultura», che dirige a partire dal terzo numero. Nel 1945-46 dirige la sede romana della medesima casa editrice. Dopo la Liberazione, si iscrive al partito Comunista e inizia a pubblicare le sue opere di maggior successo, tra cui: “Paesi tuoi”, “Feria d’agosto”, “Il compagno”, “Dialoghi con Leucò”, “La casa in collina”, “La luna e i falò”.











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