Descrizione
Capolavoro di rara bellezza, romanzo sull’amore sentimentale e filiale, le relazioni, il potere, l’etichetta sociale, lo scontro generazionale, la ribellione, Padri e figli spiega quasi tutto ciò che c’è da sapere su famiglia, matrimonio, angoscia, politica e religione, duelli e questione contadina nella Russia del diciannovesimo secolo, sfigurata dall’orribile eredità della servitù della gleba, dilaniata dalla lotta di classe, attraversata da profonde tensioni in una fase di grandi cambiamenti della sua storia. Oggetto di burrascose polemiche alla sua uscita, romanzo sociale ma anche di profondissima indagine psicologica, viene considerata da molti l’opera più importante di Turgenev.
“Padri e figli mostra Turgenev immerso completamente nella vita sociale, dando voce ed interpretazione artistica alle idee più importanti della società in cui egli vive. Diverse generazioni devono a lui una parte della loro eredità intellettuale. Insieme al fascino degli intimi sentimenti umani, ha insegnato loro il valore di una personalità libera, della libertà nel senso più ampio. Migliaia di ragazzi e ragazze hanno raccolto questo o quel personaggio e ne hanno fatto il loro modello”.
Autore

IVAN SERGEEVIČ TURGENEV, (Orel, 1818 – Bougival, 1883), poeta, romanziere, drammaturgo, grande interprete del realismo russo, fu uno dei primi autori russi ad essere conosciuto e apprezzato in Occidente nella seconda metà del diciannovesimo secolo. Benché visse per gran parte della sua vita all’estero, le sue radici e la sua poetica affondano saldamente nella Russia del suo tempo, di cui seppe descrivere l’inquietante, tragico conflitto tra il bisogno del nuovo e l’attaccamento disperato al vecchio, attraverso profonde indagini sociologiche e attente letture psicologiche di un’epoca di grande fermento. Sia per l’indubbio genio artistico, ma soprattutto per le idee che facevano trasparire sulla società russa contemporanea — piena di polemiche ideologiche e contraddizioni — i suoi lavori vennero accolti con successo e interesse, ma furono anche fortemente osteggiati e presi a pretesto per polemiche e accuse virulente.
Tra le opere che gli portarono maggior successo, la raccolta di racconti Memorie di un cacciatore (1852), che racconta con un realismo semplice e non retorico la vita dura, umile e dolorosa del contadino. Un nido di nobili (1859), Padri e figli (1862), Fumo (1867), Terra vergine (1877).
Classifica
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